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Lucia dà vita a immagini che raccontano il mondo dell'infanzia attraverso una narrazione delicata e poetica. Nelle sue opere, ispirate ai grandi maestri dell'illustrazione editoriale e realizzate con tecniche tradizionali come acquerello, guazzo, pastelli e inchiostro, linee espressive e colori evocano atmosfere intime e senza tempo.
“Il mio stile appartiene alla narrazione figurativa, prediligendo il mondo dell’infanzia. Cerco costantemente un equilibrio paritario tra la linea — che voglio estemporanea ed espressiva — e il colore, che utilizzo per definire atmosfera e luce.”
“Ho sempre disegnato e colorato fin da piccola; per me è un processo quasi automatico, visualizzo il mondo per immagini prima che per concetti. Lavorare nel mondo dell’arte è sempre stato il mio orizzonte, per arrivarci concretamente c’è stato un lungo percorso di consapevolezza, studio e dedizione.”
“L’illustrazione è il mio lavoro a tempo pieno.”
“Disegno da sempre, ma ho strutturato il mio percorso dopo la laurea in Storia dell’Arte, quando ho capito che la mia strada era la narrazione figurativa e l’illustrazione. Ho frequentato un master di illustrazione editoriale e Milano, e da lì è iniziato il mio percorso professionale e artistico.”
“Attraverso le mie opere voglio invitare chi guarda a rallentare e a riconnettersi con un senso di nostalgia e di comfort intimo. Mi piace pensare al mio lavoro come a un modo per smussare le durezze della realtà, offrendo una visione fatta di armonia e piccoli piaceri quotidiani.”
“Mi affascina profondamente la logica dei bambini, con il loro modo di elaborare pensieri lineari e allo stesso tempo profondissimi. Dal punto di vista artistico, guardo alla tradizione classica francese, in particolare a Jean-Jacques Sempé per il segno, e ad autrici contemporanee come Laura Carlin, Isabelle Arsenault e Carson Ellis per l’uso lirico del colore. Sono inoltre legata ai grandi classici per l’infanzia di Beatrix Potter, Astrid Lindgren e Maurice Sendak.”
“Amo la commistione di tecniche tradizionali come acquerello, guazzo, pastelli e inchiostro. Intervengo anche con il digitale per i ritocchi e le finiture, ma solo come tocco finale su una base che deve restare assolutamente viva e materica, per conservare quella traccia umana e imprevedibile che trovo insostituibile.”
“La mia routine si basa sul lavoro quotidiano al tavolo da disegno, dove affronto anche i dubbi costanti sul mio valore artistico accettandoli come parte del processo. Quando mi trovo di fronte a un blocco creativo, cerco di distogliermi temporaneamente dal foglio per rilassarmi e tornare a lavoro con mente più distesa.”
“Farsi conoscere è importante nel panorama editoriale per attivare collaborazioni stimolanti, utilizzo i social prevalentemente per mostrare la mia produzione.”
“Consiglio di non cercare scorciatoie e di non essere ossessionati dall’idea del successo lavorativo e del riconoscimento. Di mantenere intatta la propria parte artistica e espressiva anche quando intorno cercano di soffocarla e piegarla alla logica della competizione e del profitto. In definitiva, consiglio di preservare la propria autentica necessità di espressione.”
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